
Intervista con Irene ZAPPALÀ
Assessore alla mobilità, viabilità e trasporti – Comune di MONZA
Monza entra tra i primi dieci capoluoghi nella classifica delle Smart City italiane, stilata dalle società Blum e Prokalos con il patrocinio di ANCI: il City Vision Score. La graduatoria, elaborata a partire dai dati forniti dalle amministrazioni, prende in esame quasi tutti i 7.900 comuni italiani e sintetizza 30 indicatori suddivisi in sei dimensioni del concetto di “città intelligente”, tra cui la mobilità e l’inclusione sociale.
Quali strategie e iniziative hanno permesso di raggiungere questo risultato?
Il Comune di Monza, tramite la Direzione Agenda Digitale, ha adottato una strategia per rafforzare l’innovazione digitale: con fondi PNRR ha migrato i servizi al cloud, migliorandone efficienza e sicurezza, e ha investito nella cybersecurity, anche tramite bandi ACN (Agenzia per la Cybersecurity nazionale), per garantire protezione dei dati e continuità operativa. È stata inoltre realizzata una rete in fibra ottica a supporto dei servizi presenti e futuri. Il secondo livello strategico ha riguardato servizi e applicazioni: integrazione con le principali banche dati statali, potenziamento della videosorveglianza e dei sistemi per sicurezza e viabilità, e ampliamento dei servizi online per cittadini e imprese. In ottica innovativa, è stata inoltre sviluppata MIA - Monza Intelligent Assistant, assistente turistica basata su intelligenza artificiale, tra le prime in Italia.
Le città non si misurano solo dalla tecnologia che adottano, ma dalla capacità di trasformarla in una migliore qualità della vita. Come la mobilità contribuisce a rendere Monza ‘smart’?
La mobilità è uno dei campi in cui si misura la capacità di un’amministrazione di guardare avanti senza perdere il contatto con la vita quotidiana delle persone. Il PUMS di Monza parte da un dato molto concreto: oltre il 60% degli spostamenti urbani avviene su distanze inferiori ai 5 km. La scelta politica è quella di investire su un sistema più equilibrato, aggiornando il trasporto pubblico anche sotto l’aspetto della sostenibilità e creando le condizioni perché muoversi a piedi o in bicicletta sia una possibilità reale e sicura. Gli interventi su ciclabilità, micromobilità e hub multimodali servono a rendere queste alternative affidabili nel tempo.
Di fronte alla richiesta di qualità degli spazi urbani, come sta rispondendo Monza?
L’adozione di provvedimenti viabilistici e relative opere per la moderazione del traffico (zone 30, aree pedonali, l’efficientamento della ZTL e degli impianti semaforici) risponde inoltre a un obiettivo preciso: ridurre il traffico dove non è necessario, migliorando sicurezza e qualità dello spazio pubblico. L’impegno per il superamento delle barriere architettoniche su strade e marciapiedi su cui da circa un anno stiamo lavorando con approccio scientifico, anche grazie al supporto tecnico della nostra società partecipata Monza mobilità, è parte integrante della stessa strategia. Una mobilità più sostenibile, per Monza, è una mobilità che rende la città più semplice da vivere per tutti.
Alla luce di quanto detto, qual è il valore della sosta nel determinare la qualità della vita dei cittadini?
La sosta è uno strumento indubbiamente efficace per orientare i comportamenti di mobilità e va trattata come tale: non si è aumentata l’offerta, ma si è riorganizzata quella esistente mettendo ordine e coerenza dove per anni si è intervenuto in modo frammentato, anche attraverso zone a diversa rilevanza urbanistica. Allo stesso modo, la distinzione tariffaria tra sosta in superficie e parcheggi in struttura che abbiamo messo in atto, risponde a una scelta precisa: la prima favorisce la rotazione, la seconda la lunga durata, riducendo il traffico legato alla ricerca di parcheggio, che può incidere fino al 30% dei flussi urbani. Il sistema è accompagnato da misure di equilibrio come abbonamenti per residenti, convenzioni dedicate e 59 minuti di sosta gratuita al giorno, valida esclusivamente tramite l’app ufficiale di Monza Mobilità. L’obiettivo è governare l’accesso alla città in modo ordinato e sostenibile. I dati evidenziano un aumento della rotazione, una maggiore facilità di parcheggio e benefici anche per le attività commerciali, oltre a un incremento nell’utilizzo dei minuti gratuiti.
Come è strutturata la rete dei parcheggi in città?
La rete dei parcheggi di Monza è oggi il risultato di una pianificazione che tiene insieme numeri e funzioni urbane. In particolare, la sosta gestita direttamente dalla società in house del Comune, Monza Mobilità, dispone di parcheggi in struttura per un totale di 2.339 posti auto e di 1.519 stalli di sosta regolamentata su strada, distribuiti all’interno delle ZPRU (Zone a Particolare Rilevanza Urbanistica). Per il futuro, con l’arrivo della metropolitana M5 in città, stiamo valutando la progettazione di parcheggi di interscambio integrati con la rete dei trasporti urbani, in un’ottica multimodale.
La vicinanza a Milano genera ogni giorno un intenso flusso di pendolari per lavoro e studio. Quali servizi vengono offerti per facilitare questi spostamenti?
La stazione di Monza, nodo strategico della Brianza verso Milano, concentra flussi pendolari significativi ed è al centro di un progetto di hub multimodale che integra ferrovia, trasporto pubblico locale, parcheggi di interscambio, percorsi ciclopedonali e servizi di sharing. Il Protocollo siglato con RFI, FS Sistemi Urbani e Regione Lombardia, insieme al finanziamento di oltre 8,5 milioni del bando Multimodale urbano, mira all’integrazione di questi servizi, con l’obiettivo di ridurre i tempi di accesso e facilitare il cambio di mezzo. Favorire l’interscambio riduce l’uso dell’auto privata, migliora l’efficienza complessiva del sistema e rappresenta per Monza una scelta strutturale, non emergenziale.
Quali sfide rimangono aperte, quali interventi sono in programma e quale contributo si attende dai soggetti privati?
Monza sta vivendo una transizione verso una mobilità più fluida, sicura e tecnologica, con l’obiettivo di diventare una vera smart city. Sistemi digitali di monitoraggio del traffico, integrati con ZTL, semafori e infoparking e coordinati da una piattaforma digitale evoluta, permetteranno di gestire i flussi di traffico e sosta in tempo reale. Parallelamente, la sicurezza stradale viene rafforzata con zone 30 km/h, strade scolastiche e spazi urbani che favoriscano la convivenza tra pedoni, ciclisti e automobilisti, mentre l’espansione della rete ciclopedonale collegata ai mezzi pubblici riduce la dipendenza dall’auto privata. Tutti questi interventi guardano all’arrivo della metropolitana M5, la sfida principale del prossimo decennio: le nuove stazioni e i cantieri saranno hub multimodali capaci di orientare nuovi modelli di spostamento. La collaborazione tra pubblico e privato sarà fondamentale per costruire un sistema di mobilità innovativo, sostenibile e al servizio delle persone, centro di ogni scelta strategica.
