
Intervista con Settimo NIZZI
Sindaco – Comune di OLBIA
In una città che rappresenta la porta d’ingresso di una Regione, la gestione della mobilità e della sosta assume un ruolo strategico che va ben oltre l’ordinaria amministrazione. Qui si intrecciano flussi locali e internazionali, esigenze dei residenti e dinamiche stagionali che, in presenza di un porto e di un aeroporto a ridosso del centro, nei periodi di punta determinano un significativo aumento di traffico, affluenza e pressione sugli spazi urbani. Una situazione che rende necessarie scelte capaci di garantire efficienza, equilibrio e qualità della vita.
In che modo l’Amministrazione affronta le sfide della mobilità, tra picchi stagionali di visitatori e bisogni quotidiani dei cittadini?
Siamo pienamente consapevoli che governare la mobilità di una città come la nostra significa gestire un sistema più complesso di molte realtà costiere italiane, anche di dimensioni maggiori: non siamo solo un centro urbano di snodo regionale, ma il principale punto di accesso all’isola. I dati del quadro conoscitivo del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) indicano chiaramente che l’attuale riparto modale, cioè i mezzi utilizzati da cittadini e visitatori per spostarsi, è fortemente sbilanciato: quasi l’80% degli spostamenti avviene con auto privata. La nostra sfida è ridurre questa percentuale, rendendo la mobilità di Olbia sempre più multimodale e sostenibile. Non sono mancati piani, interventi e politiche concrete in tal senso: a partire dal 2018 con il progetto europeo CycleWalk, nel 2022, subito dopo la pandemia, con l’approvazione del Biciplan e del Pediplan e l’istituzione della prima “Città 30” d’Italia.
Multimodalità e sostenibilità implicano necessariamente una gestione efficiente della sosta: come è organizzata?
Il territorio comunale dispone oggi di migliaia di posti auto distribuiti tra parcheggi a raso, strutture dedicate e aree di interscambio. La rete è organizzata in zone differenziate per esigenze e funzioni: aree a rotazione breve nel centro città, parcheggi più ampi nelle zone commerciali, spazi dedicati ai residenti e aree strategiche a servizio del porto e dell’aeroporto. Stiamo inoltre ampliando l’offerta di stalli per la mobilità elettrica e per la micromobilità, con l’obiettivo di rendere il sistema sempre più moderno e coerente con gli standard europei.
Qual è la strategia di fondo e i servizi offerti?
L’idea è quella di non concepire la sosta un semplice contenitore statico di veicoli, ma come una leva strategica fondamentale per governare la domanda di mobilità e i piani e gli interventi che abbiamo previsto vanno proprio in questo senso. L'organizzazione della sosta è per noi il ‘punto di cerniera’ tra il mezzo privato e le alternative sostenibili. Agiamo su tre livelli integrati. Da un lato, rafforziamo il ruolo dei parcheggi come ‘hub di scambio’, dove cittadini e pendolari possono lasciare l’auto privata e accedere subito al Trasporto Pubblico Locale, riducendo il traffico verso il centro. Allo stesso tempo, promuoviamo l’integrazione con la mobilità attiva, favorendo spostamenti a piedi e in bicicletta. Infine, investiamo in tecnologia e gestione intelligente: App per il pagamento e sistemi ITS per l’infomobilità guidano l’utente direttamente al posto disponibile, rendendo il servizio più efficiente e sostenibile.
Una recente indagine indica l’aeroporto di Olbia tra i più economici d’Italia. Quanto è importante il tema delle tariffe?
È un tema assolutamente centrale. I parcheggi dell’aeroporto non sono gestiti dall’Amministrazione comunale, ma è evidente che una tariffa di sosta competitiva rappresenti un vantaggio concreto per cittadini e visitatori; lo stesso principio vale anche per i parcheggi cittadini. Costi sostenibili significano maggiore accessibilità allo scalo, impulso al turismo e sostegno all’economia locale. Per i residenti, questo si traduce in una più ampia libertà di scelta negli spostamenti, con la possibilità di raggiungere l’aeroporto in auto senza oneri eccessivi. Per la città, invece, costituisce un elemento di attrattività che rafforza il ruolo di Olbia all’interno della Regione.
Olbia premia la mobilità sostenibile con un progetto di incentivazione degli spostamenti green. Di cosa si tratta e quali risultati vi attendete da questa iniziativa?
Il progetto nasce per incoraggiare comportamenti virtuosi: utilizzo della bicicletta, mezzi elettrici, trasporto pubblico e forme di mobilità condivisa. Prevede incentivi economici, agevolazioni sulla sosta e iniziative dedicate a chi sceglie modalità di spostamento a basso impatto. Ci aspettiamo una riduzione progressiva del traffico privato, un miglioramento della qualità dell’aria e una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini. È un percorso culturale oltre che infrastrutturale, che va a beneficio della qualità della vita e della salute dei cittadini.
Quali interventi concreti prevedete per rendere la città sempre più smart, accogliente e vivibile per cittadini e visitatori?
Per rendere Olbia una città moderna e a misura d’uomo stiamo lavorando su tre assi strategici integrati, in coerenza con il PUMS e con il Biciplan-Pediplan. Il primo riguarda la “Città dei 15 minuti” e la rigenerazione urbana: l’obiettivo è avvicinare scuole, lavoro e servizi, rendendoli raggiungibili a piedi o in bici in circa un quarto d’ora, e creare “Piazze di comunità” come nuovi spazi di aggregazione nei quartieri. Il secondo asse punta su una città smart, dove muoversi sia semplice e intuitivo, grazie a sistemi intelligenti per il monitoraggio dei flussi, servizi di infomobilità e una segnaletica chiara e bilingue con distanze e tempi di percorrenza. Infine, attenzione ad accessibilità e sicurezza: servizi dedicati alle persone con disabilità, accesso facilitato alle spiagge, messa in sicurezza degli incroci e percorsi pedonali e ciclabili più visibili, per ridurre i conflitti con le auto e migliorare la vivibilità complessiva. In sintesi, la nostra ricetta unisce l'infrastruttura tecnologica alla cura dello spazio pubblico, trasformando Olbia in una città policentrica, connessa e attenta ai bisogni di tutti.
