
Intervista con Gaetano PANETTA
Direttore Sosta e Patrimonio - APS Holding SpA
Esiste un retaggio culturale che porta a considerare parcheggi e aree di sosta come opere fine a sé stesse: semplici spazi urbani, privi di identità e di valore. Da questa visione nasce spesso il degrado. Al contrario, se concepite come realtà “vive”, possono trasformarsi in molto di più: centri di servizi, punti di incontro, aree da attraversare e non soltanto da utilizzare. È quindi necessario progettarle come luoghi frequentati, attrattivi e riconoscibili, capaci di generare valore sociale oltre a quello funzionale. In questo modo cambia anche il rapporto emotivo di chi le vive: lasciare l’auto non è più un gesto neutro, ma parte di un’esperienza positiva.
Quali sono le ragioni per cui ancora oggi il parcheggio viene visto come un’opera fine a sé stessa e non come un luogo vivo, un centro di servizi dedicato alla collettività?
La visione delle aree di sosta è spesso riduttiva, perché non se ne colgono fino in fondo le potenzialità. Vengono considerate spazi “di servizio”, marginali e quindi sacrificabili. È un po’ come nascondere sotto il tappeto ciò che non riteniamo abbastanza attraente. Il nostro obiettivo è ribaltare questo punto di vista: dimostrare che anche i parcheggi possono diventare parte attiva della città, contribuendo alla sua qualità, alla vivibilità e al benessere collettivo.
Quali strategie possono favorirne questa trasformazione?
La chiave sta nel considerarli come parte integrante del progetto urbano e non come elementi residuali. Rigenerare questi spazi significa restituire loro un ruolo, un’identità specifica e, di conseguenza, un nuovo appeal. Per farlo possiamo fare leva sull’arte, sul verde, sulla tecnologia e su nuove funzioni, immaginandoli in grado di offrire servizi e qualità. Si tratta di un approccio necessariamente polifunzionale, che rispecchia una nuova idea di mobilità urbana: più sostenibile, più sensibile e più partecipata.
Con The Green Garden, Padova accoglie il secondo capitolo della trilogia di parcheggi tematici di APS Holding. Qual è il concept dell’iniziativa?
Dopo il successo del Secret Garden, Green Garden rappresenta il secondo capitolo della nostra trilogia di parcheggi tematici. È un progetto che mette insieme arte urbana, tecnologia e rigenerazione ambientale per restituire valore e bellezza a uno spazio cittadino a lungo dimenticato. La sosta diventa un’esperienza visiva e sensoriale, capace di tenere insieme funzionalità, estetica e sostenibilità. Se Secret Garden custodisce un piccolo museo di arte urbana, Green Garden riporta la natura nel cuore della città. Il risultato è un luogo inaspettato, che dimostra come una progettazione attenta possa restituire verde e qualità alla quotidianità dei cittadini. Un progetto che vuole essere anche un segnale culturale: il parcheggio non è solo infrastruttura, ma parte della città che vogliamo abitare.
Si può fare sostenibilità, quindi, anche se si ha a cuore la sosta?
Certamente. La sosta è a tutti gli effetti un tassello della mobilità urbana e, se progettata in modo sostenibile, rappresenta una conquista importante per le città. Ma la sostenibilità non nasce per caso: è il risultato di una pianificazione attenta, che razionalizza gli spazi, crea una gerarchia dei luoghi e tutela l’equilibrio dei centri storici, che sono per loro natura estremamente delicati.
C’è un’ossessione per l’ultimo metro utile: tutti vogliono parcheggiare il più vicino possibile. Come si può fronteggiare questa tendenza e con quali servizi?
Le città ci pongono da tempo una sfida chiara: l’ossessione per il parcheggio “sotto casa” genera congestione e inefficienza, ma spesso non viene percepita come un problema reale. Per questo servono scelte strutturali, che aiutino le persone a uscire dal circolo vizioso del “girare a vuoto” alla ricerca di uno spazio libero. La programmazione è fondamentale. A Padova, ad esempio, lo sviluppo delle linee tranviarie, insieme ai parcheggi scambiatori ai margini della città, permette di offrire un servizio efficiente, regolare e competitivo rispetto all’auto privata.
Parcheggi in struttura e a raso: quali sono i numeri che definiscono l’attuale offerta di APS Holding?
L’offerta di APS Holding per la città di Padova comprende oggi circa 5.000 posti auto a raso e 2.500 in struttura. Tutti i parcheggi a raso in centro sono sensorizzati e l’intero sistema è integrato con l’app Easy Padova, che consente sia il pagamento sia la consultazione in tempo reale della disponibilità.
Come immagina le aree di sosta nel futuro? E su quali progetti siete oggi impegnati?
Siamo già in una fase di transizione avanzata. Nel tempo, le aree di sosta si sono arricchite di nuove funzioni e oggi non si può prescindere da servizi come la ricarica elettrica, la videosorveglianza, le colonnine SOS e la completa digitalizzazione dei pagamenti. In questo momento siamo impegnati nella realizzazione del terzo e ultimo capitolo della trilogia: Park Prandina - Open Garden, il primo parcheggio boscato della città di Padova. Qui la rigenerazione urbana raggiunge il suo punto più alto: un luogo che, nel tempo, è stato monastero e poi caserma, viene restituito alla collettività come spazio verde di qualità. Il progetto ricompone il paesaggio dell’antico frutteto conventuale, integrando il parcheggio nel parco. È uno spazio che assorbe acqua grazie a materiali drenanti, si nasconde nel verde e invita alla sosta consapevole. Abbiamo preservato un albero storico all’ingresso e creato un piccolo giardino contemplativo, utilizzando anche la trachite recuperata dalle demolizioni della caserma.
