
Intervista con Giulio GUERZONI
Assessore alla mobilità – Comune di MODENA
Il significativo miglioramento delle città italiane, evidenziato dall’ultimo rapporto EY Smart City Index, conferma l’efficacia di un uso strategico delle risorse per sviluppare soluzioni avanzate, digitalizzare servizi e infrastrutture e promuovere sostenibilità e l’inclusione, con benefici concreti per cittadini e competitività urbana. In questo contesto, Modena consolida il proprio ruolo tra le realtà più virtuose del Paese, entrando nella Top Ten della classifica generale e dimostrando come il progresso tecnologico contribuisca a rendere le città più vivibili e attrattive.
Non sorprende che Modena sia stata riconosciuta tra la città più smart d’Italia. Quali strategie e iniziative concrete hanno portato a questo risultato?
Il lavoro parte da lontano. Nel 2015, l’Amministrazione comunale ha dato vita non solo a un settore Smart City, ma a un programma trasversale di azioni e politiche basato su digitalizzazione, semplificazione e innovazione di servizi, processi e procedure. L’obiettivo era rendere più efficiente l’interazione tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione, facilitando l’accesso a informazioni, dati, sportelli e a tutte le altre funzioni, fondamentali o secondarie, affidate a un Ente locale.
La mobilità rappresenta un criterio fondamentale nella definizione della classifica finale. Quali strumenti guidano l’Amministrazione nel gestire gli spostamenti per cittadini e visitatori?
La mobilità urbana deve essere sicura, efficiente e sostenibile. Il Comune di Modena, attraverso il PUMS 2030 (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), sta lavorando per raggiungere questi obiettivi con azioni concrete. Ne sono esempi le Zone 30 e le Zone Quiete Scolastiche, sempre più diffuse e richieste dalla comunità. È vero che l’auto privata resta oggi il mezzo predominante in una città di medie dimensioni come Modena, collocata nel cuore della Motor Valley e della Pianura Padana, ma proprio per questo l’Amministrazione sta investendo con decisione nello sviluppo di tutte le alternative possibili: mobilità ciclabile, micromobilità elettrica, servizi di sharing e, naturalmente, trasporto pubblico. Quest’ultimo rappresenta un nodo centrale, nonostante le difficoltà legate alle carenze di finanziamento a livello nazionale. Accanto a queste scelte, il Comune sta portando avanti un percorso continuo di sviluppo tecnologico integrato: applicazioni per tariffe e pagamenti, sistemi di videosorveglianza per sicurezza e controllo e una crescente interoperabilità tra le diverse piattaforme, per rendere la mobilità sempre più accessibile ed efficiente.
Quale è stato il primo passo per dare attuazione a un piano così ambizioso?
Riconoscere nella gestione dei parcheggi un ruolo centrale per la vivibilità urbana: una sosta regolamentata e ordinata facilita gli spostamenti quotidiani di cittadini e visitatori, riduce traffico, congestione e inquinamento e migliora la qualità degli spazi pubblici, rendendo più fruibile il centro città. La principale organizzazione distingue il centro storico, di pregio e turistico, come ZTL, le aree a sosta a pagamento circostanti e alcune zone libere distribuite nel resto della città, mantenendo un equilibrio tra esigenze diverse. Accanto a questo schema, particolare attenzione è stata dedicata al potenziamento dei parcheggi scambiatori e degli hub di mobilità, a partire dalla stazione ferroviaria, per favorire spostamenti multimodali. Su questo tema resta ampio margine di miglioramento, con l’obiettivo di rispondere in modo sempre più efficace alle necessità dei cittadini e integrare soluzioni innovative per una mobilità sicura, sostenibile e facilmente accessibile a tutti.
Quanti sono complessivamente gli stalli di sosta disponibili?
Attualmente la città dispone di circa 5.700 posti auto. A questi si aggiungono i più di 1.700 stalli del grande parcheggio interrato di Piazza Novi Sad, appena fuori dalla ZTL, il Garage Enzo Ferrari con 380 posti vicino al centro e i 350 nuovi stalli del parcheggio in struttura/a raso Ex Amcm, anch’essi situati fuori dalla zona a traffico limitato. Per i viaggiatori, è prevista l’apertura nel 2026 di un nuovo parcheggio in struttura da circa 300 posti vicino alla Porta Nord della stazione ferroviaria, con tariffe in abbonamento dedicate a pendolari e studenti. Sul fronte della mobilità elettrica, ad oggi sono disponibili 55 stalli pubblici gestiti da cinque diversi operatori sul territorio, con l’obiettivo di raggiungere 80 postazioni nei prossimi tre anni.
E domani? Da cosa dipenderà il futuro delle smart city italiane?
Il futuro delle città intelligenti in Italia sarà determinato soprattutto dalla capacità degli Enti Locali di accedere a investimenti strutturali significativi. L’autofinanziamento del singolo Comune non è sufficiente per mantenere competitività e innovazione: per rimanere all’avanguardia servono risorse aggiuntive, nazionali ed europee, stabili e programmate nel tempo. Anche grazie a questi fondi sarà possibile sviluppare infrastrutture digitali avanzate, potenziare la mobilità sostenibile, promuovere la transizione ecologica e implementare servizi sempre più efficienti e accessibili ai cittadini. In questo senso, il futuro delle smart city italiane sarà legato non solo alle scelte strategiche locali, ma anche alla capacità del Paese di sostenere e accompagnare gli Enti in percorsi di innovazione coerenti e lungimiranti.
