
Intervista con Stefano VITA FINZI ZALMAN
Assessore alla mobilità – Comune di FERRARA
Aderire alla Settimana Europea della Mobilità non è solo un gesto simbolico: è una scelta strategica che orienta le politiche urbane verso città più sicure, accessibili e moderne. Significa valorizzare la qualità degli spazi pubblici, incentivare forme di spostamento più sostenibili e promuovere soluzioni innovative per ridurre traffico e inquinamento. È anche un’occasione per costruire una visione condivisa della mobilità e della sosta, capace di migliorare la vita quotidiana e rendere la città più inclusiva e proiettata verso il futuro.
Quali sono le ragioni che hanno spinto Ferrara ad aderire alla recente Settimana Europea della Mobilità 2025, la campagna di sensibilizzazione più importante della Commissione europea sulla mobilità urbana sostenibile?
Per Ferrara, aderire alla Settimana Europea della Mobilità rappresenta il contesto naturale in cui trasformare la visione e gli obiettivi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) in azioni concrete. L’edizione 2025, dedicata al tema “Mobility for Everyone / Mobilità per tutti”, richiama l’esigenza di promuovere una mobilità accessibile, sostenibile, sicura e inclusiva, capace di garantire a tutte le persone il diritto di muoversi liberamente, indipendentemente da età, genere, condizione economica o abilità. La Settimana diventa così un vero e proprio “laboratorio a cielo aperto”: uno spazio in cui sperimentiamo nuove soluzioni, comunichiamo i progetti in corso, raccogliamo feedback e rafforziamo il dialogo con cittadini, scuole, associazioni e categorie economiche.
Ed allora, quali i principali progetti in corso d’opera?
Ferrara si definisce una città “a misura di persona”, dove la mobilità sostenibile rappresenta l’ossatura dei futuri sviluppi urbani. Le strategie mirano a rafforzare il trasporto pubblico locale con mezzi a basse o zero emissioni e a migliorare l’accessibilità alla stazione ferroviaria, considerata un nodo intermodale sempre più integrato con i servizi urbani ed extraurbani. Parallelamente, si potenzia la rete ciclabile e la Bicipolitana, completando gli itinerari, mettendoli in sicurezza e collegandoli efficacemente a frazioni e principali poli attrattori della città. Un altro obiettivo è incentivare l’interscambio auto–TPL–bici tramite i sistemi Park&Ride, con parcheggi di attestamento vicini agli ingressi della città storica, integrati con trasporto pubblico e rete ciclabile, e supportati da soluzioni digitali avanzate per pagamento e bigliettazione, in linea con le direttive europee sulle città connesse e sulle piattaforme MaaS (Mobility as a Service). L’insieme di queste azioni mira a rendere semplice il passaggio da un mezzo all’altro, premiare chi sceglie modalità più sostenibili e offrire alternative reali e credibili all’uso quotidiano dell’auto privata.
In che misura la sosta viene riconosciuta come elemento fondamentale per un’efficiente organizzazione urbana? E come questo si riflette nella pianificazione in atto?
Consideriamo la sosta una vera e propria leva di governo della domanda di mobilità, e non soltanto un aspetto “gestionale”. Il PUMS evidenzia in particolare l’importanza di coordinare ZTL e politiche della sosta per regolare gli accessi al centro storico e migliorare l’offerta sia dei parcheggi urbani sia di quelli di interscambio. Allo stesso tempo, sottolinea la necessità di riorganizzare gli stalli su strada e la struttura tariffaria per favorire la rotazione, oltre ad accompagnare le trasformazioni urbane – dalle riqualificazioni ai nuovi insediamenti – con una progettazione coerente degli spazi di sosta pubblici e privati. Nella pianificazione attuale, tutto ciò si traduce in progetti che spostano la sosta di lunga durata verso i parcheggi di attestamento o in struttura, liberando spazio nel centro storico a beneficio di pedoni, ciclisti e servizi di prossimità. Allo stesso tempo, cresce l’attenzione verso la sosta dedicata a categorie specifiche – residenti, persone con disabilità, attività di carico e scarico – riconoscendone il ruolo essenziale per garantire equità, accessibilità e un corretto funzionamento del tessuto commerciale urbano.
Quali principi guidano la riorganizzazione della sosta al fine di garantire un equilibrato rapporto con la qualità dello spazio pubblico?
La visione che guida le scelte di pianificazione è quella di incentivare un uso più razionale e selettivo dello spazio stradale. In concreto, questo significa limitare la presenza dell’auto nei contesti in cui entra in conflitto con sicurezza, vivibilità e qualità dello spazio pubblico, penso al centro storico, le aree scolastiche e le principali polarità pedonali. Allo stesso tempo, implica riorientare la sosta di lunga durata verso parcheggi esterni o in struttura, riservando le strade centrali alla sosta di breve durata destinata a residenti, clienti dei negozi, servizi e persone con esigenze specifiche. L’obiettivo è restituire spazio a marciapiedi più ampi, corsie ciclabili, fermate bus accessibili e nuovo arredo urbano, senza rinunciare a un’offerta di sosta adeguata ma più ordinata e coerente con la vocazione dei diversi quartieri. In questo modo si favorisce una mobilità più sicura, efficiente e in equilibrio con la qualità dello spazio pubblico.
Quali sono i numeri che definiscono l’attuale offerta di sosta in città?
I numeri sono in evoluzione, anche per effetto dei cantieri e delle riqualificazioni in corso, ma è possibile delineare alcuni ordini di grandezza. La società di gestione Ferrara Tua dichiara oggi la gestione di quasi 4.000 stalli complessivi, tra parcheggi in struttura, autorimesse e stalli su strada regolamentati (strisce blu). Nel solo centro storico disponiamo di circa 6.300 posti auto, di cui 2.800 a pagamento e oltre 2.100 riservati ai residenti: valori che confermano una dotazione significativa. Ai margini della città e lungo gli assi di ingresso sono inoltre presenti numerosi parcheggi di attestamento. Tra questi rientra anche la recente riqualificazione del parcheggio Ex Mof, che offre circa 550 posti auto insieme a nuovi percorsi ciclopedonali, rafforzando l’interscambio con il centro storico. Questi dati confermano che il tema non è semplicemente “quanti posti abbiamo”, ma come vengono utilizzati: chi li occupa, per quanto tempo, con quali modalità di accesso e con quale integrazione rispetto al trasporto pubblico e alla rete ciclabile.
Quali sono le principali criticità ancora aperte?
Abbiamo certamente alcune criticità su cui stiamo continuando a lavorare. Una delle principali è l’elevata quota di spostamenti effettuati in auto privata, soprattutto nelle ore di punta, che genera congestione agli ingressi della città e pressioni sulla sosta in alcune aree sensibili. A questo si aggiunge un uso non sempre ottimale degli stalli: in alcune zone prevale la sosta di lunga durata dove invece sarebbe necessaria una maggiore rotazione, così come permangono difficoltà di controllo in alcuni comparti e la necessità di riequilibrare l’offerta a favore dei residenti. Un’ulteriore criticità riguarda la necessità di una più forte integrazione informativa e tariffaria tra trasporto pubblico, sosta e servizi di sharing mobility, in linea con gli indirizzi europei su “Mobility for Everyone”. La sfida è garantire un livello di accessibilità adeguato a tutti – anziani, persone con disabilità, famiglie, lavoratori a basso reddito – contrastando fenomeni di esclusione legati ai costi o alla mancanza di alternative concrete all’auto privata.
Quali benefici concreti si attendono per residenti, commercianti e turisti man mano che i nuovi progetti di sosta si completano?
I benefici attesi sono concreti per tutte le categorie. Per i residenti, una riduzione del traffico di attraversamento nei quartieri, maggiore sicurezza stradale, una tutela più efficace della sosta sotto casa e una migliore qualità dello spazio pubblico. Per i commercianti, una sosta più ordinata e orientata alla breve durata nelle aree commerciali, che favorisce la rotazione dei clienti e rende il centro storico più attrattivo, accessibile e piacevole da raggiungere anche a piedi o in bicicletta. Per i turisti, infine, una città più leggibile e accogliente: parcheggi di attestamento ben segnalati, collegamenti efficienti con il TPL e la rete ciclabile, percorsi pedonali sicuri e un’immagine complessiva più coerente con quella di una “città d’arte sostenibile”.
